| I GIOCHI VERSO UNA LIBERALIZZAZIONE DI FATTO? | 12/06/2007 |
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L’eurodeputato Manolis Mavrommatis, membro del Gruppo del Partito popolare europeo (Democratici-cristiani) e dei Democratici europei oltre che vicepresidente della Commissione per la cultura e l`istruzione del Parlamento Europeo ha presentato una interrogazione parlamentare nella quale chiede alla Commissione Europea di valutare i quadri giuridici nazionali in materia di gioco d`azzardo.
La Commissione ha deciso di avviare una procedura (articolo 226 del trattato CE), -scrive Mavrommatis- conformemente alla quale chiede a taluni Stati membri, ossia Danimarca, Finlandia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi e Svezia, di dimostrare che i loro quadri giuridici nazionali relativi ai giochi d`azzardo nel settore dello sport non sono contrari all`articolo 49 del trattato CE, che garantisce la libera circolazione dei servizi. Ai sensi della giurisprudenza della Corte di giustizia delle Comunità europee, ogni Stato membro che instauri restrizioni alle prestazioni di servizi relativi ai giochi d`azzardo e che stabilisca che soltanto lo stesso debba gestire i servizi in tale settore, onde salvaguardare il carattere sociale e culturale dei servizi in questione proteggendo, al contempo, il cittadino da atti arbitrari, dovrà farlo in modo "coerente e sistematico".
Può la Commissione dire qual è l`attuale quadro giuridico che disciplina i giochi d`azzardo come il lotto, il totocalcio, le scommesse sul calcio o sul basket, ecc.? Quali misure supplementari intende adottare per proteggere i consumatori e, principalmente i giovani, dalle imprese e dalle società private che tentano di penetrare in tale settore del mercato? Siamo diretti verso una liberalizzazione de facto del mercato dei giochi d`azzardo, benché siano stati esclusi dalla direttiva relativa ai servizi? Quale distinzione fa la Commissione tra i termini "giochi d`azzardo elettronici" e "giochi d`azzardo" (lotto)?
Fonte: http://www.jamma.it/articolo.asp?id=11169
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